venerdì 9 novembre 2012

Partizan Belgrado vs INTER: 1-3

Decima vittoria consecutiva, dieci vittorie esterne stagionali tra Campionato ed Europa League: l'impressionante marcia Nerazzurra non accenna ad arrestarsi. L'Inter è tornata ad essere Grande. Quanto grande, lo dirà soltanto il tempo.
Intanto ieri è arrivata l'aritmetica certezza della qualificazione al prossimo turno di Europa League (le prossime due gare serviranno soltanto per decretare la vincitrice del girone, con Inter e Rubin Kazan appaiate al momento in testa a quota 10 punti), con una prestazione impeccabile che rende merito alla eccellente preparazione della gara da parte del giovane allenatore Stramaccioni.
Con Ranocchia e Samuel fermi per infortunio e la cronica indisponibilità del rumeno Chivu, Mr. Strama ha infatti dovuto reinventare il reparto arretrato, con un ritorno allo schieramento a quattro: la scelta (obbligata) è caduta sull'ormai inamovibile Juan Jesus schierato al fianco di Matias Silvestre. Il difensore argentino, dopo qualche titubanza nella prima frazione di gioco, è riuscito a scrollarsi di dosso la tensione e nella seconda frazione è stato protagonista di un'ottima prestazione. A completare il reparto Jonathan (discreto stavolta) e Nagatomo (uscito all'intervallo per lasciare spazio all'eroe di giornata Rodrigo Palacio).
Mr. Strama aveva optato per un 4-5-1 iniziale, preferendo una maggiore copertura della trequarti difensiva rispetto al maggior peso specifico in avanti: ancora una volta ha avuto ragione lui. Il Partizan non è riuscito a giocare tra le linee, finendo spesso per sbattere contro il muro difensivo eretto dai Nerazzurri. Neanche la stellina Markovic ha brillato come tutti potevamo aspettarci.
L'infortunio occorso a Gaby Mudingayi dopo appena quindici minuti di gioco ha favorito l'inserimento in mediana di Walter Gargano, elemento ormai imprescindibile nello scacchiere Nerazzurro.
Con Cambiasso direttore d'orchestra e gli infaticabili Capitan Zanetti e Pereira (quest'ultimo meglio nella seconda frazione) sugli esterni, l'unica punta Livaja è così apparsa meno sola. L'Inter ha dunque puntato su un gioco attendista, pronta a ripartire non appena fosse capitata l'occasione giusta.
Nel primo tempo i padroni di casa sono riusciti comunque a rendersi pericolosi in un paio di occasioni, entrambe prontamente sventate da uno strepitoso Samir Handanovic, sempre più numero uno.
Ad inizio secondo tempo, come detto, arriva la svolta della gara: fuori Nagatomo, dentro Palacio. L'attaccante argentino segna prima un gol semplicissimo splendidamente assistito da Guarin, poi raddoppia con un perfetto destro ad incrociare che va ad infilarsi nell'angolino basso alle spalle del portiere (altro assist di Guarin). Il top player che non t'aspetti.
Per il terzo gol dobbiamo attendere il minuto ottantasette, quando Guarin (uno dei migliori) trova meritatamente la rete grazie alla solita invenzione di Antonio Cassano (a dire il vero entrato in campo un po' svogliato).
La segnatura avversaria, arrivata qualche minuto dopo, serve soltanto per le statistiche.
Allo Stadio FK Partizan di Belgrado l'Inter ha confermato di essere squadra vera, a prescindere da modulo ed interpreti.
Lo spirito e le idee sono quelli giusti, continuiamo su questa strada.

FORZA RAGAZZI!

Handanovic  8
Jonathan 6,5
Silvestre 6,5
Juan Jesus 7
Nagatomo 6,5
Zanetti (C) 6,5
Mudingayi 6
Cambiasso 7
Guarin 7,5
Pereira 7
Livaja 6,5

Gargano 7
Palacio 8,5
Cassano 6

All. Stramaccioni 8


 *Il presente articolo può essere consultato anche sul portale "Canale Inter" cliccando qui.

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